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Cappella di San Pietro Eremita
Testi a cura del Prof. Dante Zinanni  maggiori info autore
Degli otto altari laterali della chiesa abbaziale di S. Pietro Apostolo, che in alcune visite pastorali e indicata anche come chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo, (23) il più importante e:quello dedicato a S. Pietro Eremita, concittadino e protettore della terra. E' a capo della navata sinistra, adiacente alla sagrestia e al presbiterio ed eretto probabilmente dopo la canonizzazione del Santo (1215), quindi rinnovato e arricchito nei secoli. L'attuale conformazione architettonica di marcato contenuto barocco risale al secolo XVII, quando venne restaurato dietro lo spirito novatore dell'età postridentina. 
  

  

 
Spalleggiato da robuste colonne con capitelli corinzi, (24) ha timpano semicircolare spezzato, nel cui vano poggia una nicchia con fregi vari. Entro la cornice una tela ad olio (cm. 185 x 190) raffigura il Santo secondo la iconografia tradizionale e in un contesto naturistico, nel quale si propongono angoli del paesaggio roccatano. Il quadro, di cui s'ignora l'autore, fu commissionato dalla famiglia Naldi, particolarmente dall'abate parroco don Giovanni Francesco Naldi, (25) che ne ebbe lo ius patronato. Nella visita pastorale del 1673 il vescovo Diego Petra trova il nuovo quadro gia messo in opera sull'altare del Santo. 
  
Affiancano le colonne della cappella alcuni quadretti d'epoca posteriore e di scarsa fattura artistica, raffiguranti scene della vita e miracoli del santo protettore. Venuti meno gli stucchi ornamentali aurei del sec. XVII, nel 1886 viene rinnovata l'indoratura grazie al contributo devozionale di Giuseppe Nocella e nello stesso anno 1886 (26) e anche costruito l'altare in muratura, come al presente si vede, essendo stato rimosso il vecchio altare portatile, " fatto con una sola colonna e sopra una pietra dove gli antichi sacerdoti celebravano, e vi furono trovate entro un piluccio le reliquie di S. Pietro, e furono riposte entro il nuovo altare rifatto ". (27)Tale primitivo basamento (colonna litica con capitello) si riscontra murato a sinistra della porta d'ingresso della medesima chiesa parrocchiale. La cappella di S. Pietro Eremita e mantenuta dall'università roccatana, in pratica dalla confraternita del Santo, i cui beni patrimoniali sono descritti in apposito capitolo di questo volume. Lo ius patronato della stessa spetta in genere all'abate parroco pro tempore, al quale compete l'onere (28) di due messe mensili più una da celebrarsi il 80 agosto, festa di S. Pietro Eremita nella chiesa del Santo, eretta nella sua cosiddetta casa natia. Il reddito annuale della cappella e di circa trenta ducati annui. (29) 
  
Quanto alla cura ecclesiastica di essa, troviamo registrato che nel 1562 (30) la prebenda della cappella viene concessa a Fausto Bonhomini di Rocca di Botte; nel 1673 (31) n'e possessore l'abate curato Giovanni Francesco Naldi, che ne rinnova l'icone, ma riceve ordine dal vescovo Petra di provvedere alla copertura dell'altare portatile con tela cerata. Nel 1682 (32) mons. Corradini prescrive che sul piano dell'altare si ponga una lapide sacra; nel 1723 (33) il vescovo Muzio de Vecchiis ordina di provvedere vasi per i fiori, ma in genere la cappella e sempre tenuta con venerazione e decoro. Mons. Domenicantonio Brizi nella visita pastorale del 1742 (34) trova l'altare di S. Pietro Eremita ' satis provisum'. 
  
Nel 1748 ne gode (35) i frutti l'abate Gaetano Naldi e nel 1779 l'abate Felice Antonio Borelli, che possiede la capipella per il chierico Alfonso Borelli con ricavato idi ducati 30 annui. Mons. Giovanni Camillo Rossi, vescovo dei Marsi, il quale visita la cappella di S. Pietro Eremita nel 1806, (36) ordina di restaurare l'icone del Santo entro tre mesi e di ornarla entro l'anno di sei candelieri, di vasi con fiori, di carteglorie e di tela cerata. Nei primi del secolo XX lo ius appartiene all'abate Vincenzo Mastroddi. (37) Al presente amministra i beni dell'altare e quelli parrocchiali il francescano p. Nicola Di Pietro del convento di S. Maria dei Bisognosi, succeduto nel 1974 all'abate parroco don Nicola Tozzi. 
20) Delibere consiliari (Comune di Pereto) del 18-5-1902 n. 50; (Comune di Rocca di Botte) del 28-8-1916 n. 435. 
 
21) Vedi nota 14. 
 
22) ADM, B3/13. Visita pastorale di mons. D. Petra, anno 1673. 
 
23) ADM, B/4/17. Visita di mons. F. B. Corradini, anno 1708. 

 
24) << Hor à capo della nave sinistra in cornu evangelij, dell'altar magiore, contigua alla sagrestia, ci sta eretta la cappella del compatriotta S. Pietro Confessore, spalleggiata con due colonne, con stucchi indorati, con quadro fn tela del Santo, ultimamente rinnovato da Signori Naldi; e d'intorno all'aLtare sono dipinti alcuni miracoli, operati dal Santo, et e mantenuta dalla confraternita del paese" (PIER. XXI, 154); altrove ancora: "La seconda cappella (di S. Pietro Eremita) vedesi entro la chiesa principale del Luogo, ii capo della nave sinistra, in cornu evangelij dell'Altar maggiore, contigua alla sacrestia, bene adornata con colonne di stucchi posti ad oro, con quadro in tela del santo Protettore, ultimamente rinnovato dal Sig. Abbate Naldi; d'intorno all'altare sono dipinti alcuni miracoli operati dal Santo. et é mantenuta dalla confraternita del Paese; che vi celebra ogni anno festa solenne; sebbene gran parte d,i quei cittàdini huomini, e donne sogliono and,are processionalmente a venerare il sacro corpo del loro santo compatriotta, a cui portano spesso doni e offerte in Trevi; dove sono ricevuti con gran pietà e cortesia; questa cappella e moLto antica e crederei fosse eretta nella canonizzazione del Santo" (PIER. V, 331 segg.). 
 
25) ADM, B,/3/13. Visita di mons. D. Petra (anno 1673). 
 
26) N. BECCHETTI, Appunti inediti, estratti dall'archivio parrocchiale di Rocca di Botte (cfr. Appunti dell'abate Mastroddi in fondo allo stata delle anime degli anni 1770-1779).
27) idem.
 
28) ADM, B/4/17. Visita di mons. F. B. Corradini (anno 1682). 
 
29) ADM, B/53/139, (anno 1779). 
 
30) ADM. Visite pastorali (anno 1562). 
 
31) Vedi nota 25. 
 
32) Vedi nota 28. 
 
33) ADM, B/'I/24. Visita di Mons. De Vecchiis (anno l'I23). 
 
34) ADM. Visite pastorali (anno 1742). 
  
35) Catasti onciari. Rivele chiese, luoghi pii e sacerdoti, n. 3109, anno 1748 in Archivio di Stato di Napoli. 
 
36) Vedi nota 29; inoltre ADM, B/3/48. Visita di mons. Bagnoli (anni 1912 e 1916). 
 
37) ADM, Bi9/34. Visita di mons. Rossi (anno 1806). 
 
 

Testi tratti da Pietro Eremita L'uomo della speranza da Rocca di Botte a Trevi
 
 
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