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L'apparizione di Maria
Testi a cura del Prof. Dante Zinanni  maggiori info autore
La mente di Pietro e cucita, non ruzzola un'idea. Le ore diventano più lunghe di una giornata di fame. Con gli occhi a fessura accarezza le pendici del monte Carseoli, guarda lungo i solchi della vallata, scopre racimoli di case un po' dovunque, un paese che non e paese, poi s'inginocchia e prende a sgranare Avemarie, ma la parola si spezza a meta. La stanchezza lo vince e cade addormentato in una notte senza tempo. (30) Durante il sonno nuota nella luce, ma non sente più il calore del sole. Dal vecchio campanile le campane rigano l'aria con la loro voce di ghiaccio, ma la sua mente naviga nella nuvolaglia dei pensieri sopiti dalla stanchezza. Nel subcosciente affiorano presente e passato, momenti di incubo e giorni gi musica opaca. Com'e lungo il tunnel del buio. 
 
Si arriva pero all'uscita, questo e certo. Dice l'apografo che, addormentatosi, il giovane rimane in tale stato di sopore, cioè in estasi, (31) per sette giorni e sette notti, al termine dei quali vengono a lui in soccorso Gesù e la sua benedetta Madre, ricreandolo con una dolce visione. (32) La Vergine Maria, candida nel suo bel viso, gli compare col Figlio tenendo nelle mani un pomo d'oro. (33) Avvicinatisi ambedue, posto dolcemente il pomo sulle labbra di lui dormiente, gli consegnano una verga o bastone, nella cui sommità, è un frondoso giglio. (34) Rivolgendogli poi la parola, la Vergine gl'impone esplicitamente di lasciare subito la sua terra e di continuare altrove la missione iniziata. (35) Ricreato dalla visione, Pietro si sveglia, ritrova se stesso. Un pomo aureo, un frutto, odoroso d'orto e di mondo intero, simbolo d'un universo da conquistare con la potenza dell'amore e senza tradimenti di coscienza e di vita, soprattutto con l'aiuto di Dio, inoltre un fiorito bordone da viaggio, che celebra nel suo simbolismo il particolare destino dell'eremita itinerante, formano il riflesso epico dei suoi pensieri. Non ha certo sul volto un entusiasmo dorato, pero non brontola, non tradisce emozioni, si controlla. Scopre d'avere ormai una carrozzeria adatta; domani starà bene in trincea. Prende pertanto la sua sportula e il suo bastone (36) e abbandona per sempre la patria natia. 
 
 


Note
30) " Questo sonno non si può negare, che fusse misterioso come, quello di Giacobo, che dormendo contemplava la scala deL cielo: e se furono addormentate per una intera settimana in saporita quiete le potenze esteriori del corpo, tanto più vigilanti nell'operare erano occupate in atti interni le potenze interiori dell'anima; onde potea dire con l'anima fedele nella sacra cantica cap. 5 ego dormio et cor meum vigilat e se erano chiusi gl'occhi corporei tanto più aperti teneva Pietro gli occhi della mente, in rimirare la verga col giglio presentatagli dalla Madre di Dio; si che potea dire con Isaia virgam vigilantem ego video (I, II) " (PIER. XXI, 60). "In una lunga estasi di sette giorni e notti ha Pietro una celeste visione nella quale viene esortato dalla B. Vergine a proseguire la sua predicatione... Il nostro Apostolico Predicatore, havendo compiuto due anni della sua celeste predicatione nella sua patria et in tutta la valle Carseolana in cui lascio impresse le indelebili memorie delle sue heroiche virtù, riceve avviso dal cielo di mutar luogo e di partirsi da quello e trasferirsi ad illustrare altre contrade della Abbatia Sublacense, ma prima lo Spirito consolatore volle concedere al suo amato servo un breve si, ma saporito riposo per ristoro delle sue gloriose fatiche; accio poi con più invitto e rinvigorito coraggio potesse continuare ad intraprenderne delle maggiori; onde col suo divino fiato concilio nelle membra del di lui affaticato corpo un dolce e insieme lungo sonno di sette interi giorni et altrettanti notti cominciando dal principio del mese di marzo fu giorno di sabbato o di Domenica, che in quell'anno portava il computo dell'anno ecclesiastico, come si raccogLie dalla misura dei suoi viaggi fino alla domenica seguente. In questo prestigioso sonno, o vogliam dire estasi amorosa riceve Pietro en picciol saggio di quel premio che gli era apparecchiato nella gloria de Beati, poiché in una celeste visione gli si presento avanti lo stesso Figlio di Dio o nostro Redentore Giesù e la di lui santissima Madre sempre Vergine Maria e con le loro stesse mani gli offerirono un pomo d'oro, che lo accostarono alle labbra e bocca del loro caro servo mentre dormiva. In oltre !a stessa Vergine gli pose nelle mani una verga in cima della quale sporgeva un candido giglio " (PIER. XXI, 14). 
 
31) "Estasi viene definita dall'Angelico Dottor S. Tomaso 1. Z. q. Z8. art. 8: est excessus mentis, quo fit alienatio A, sensibus in, aliquod intelligibile... e chiamasi tal volta sopore... cosi Adamo dicesi soporato; gen. 1,. 2. Dominus immisit soporem in Adam; quindi si d che nell'estasi più che nel sonno gli spiriti vitali si ritraggono dentro e lasciano i sensi senza sentimento e senza moto le membra; poiché la mente si raccoglie tutta in se stessa a contemplare un aspetto si intimo e desiderato che tutta l'occupa e l'aliena dall'istessi sensi". (PIER., XXI, 62). In pratica "l'estasi si e un certo sonno vigilante o vero una vigilia dormiente con cui l'anima astratta dai sensi d tutta intenta alle cose celesti, perché dorma al mondo e vegli tutta a Dio" (PIER., KXI, 62). " Era le singolari gratie, che ricevette S. Ignatio... in principio di sua conversione la principale fu un'ammirabile estasi che il tenne otto giorni interi fisso in Dio, che l'anima abbandonato ogn'altro offitio di servitu corporale l'havea lasciato in sembiante di morto; e per morto hauto l'avrebbono seppellito se ad un legierissimo palpito di cuore non si fossero avveduti che egli era vivo " (PIER. XXI, 14). 
 
32) " Le celesti visioni e rivelazioni sono sempre ripiene di mistero; molti se ne possono corisiderare in questa fatta a S. Pietro in questo suo misterioso sonno; alcune delle quali qui brevemente vogliamo accennare: Per verga fiorita con giglio, si interpreta lo stesso Giesic, significandosi nella verga la sua potenza e nel Giglio la sua bellezza: cosi ci spiega il Dottor Massimo della Chiesa S. Girolamo sopra quel passo di Isaia c. 11 et egredietur virga de radice Jesse, et flos de radice eius asoendet; e ciò secondo l'interpretatione degli hebrei: virgam et flos de radice Jesse ipsum Dominum Judei interpretantur, quod scilicet in virga regnantis potentia, in flore pulchritudo monstretur... ma S. Girolamo per verga intende la B. Vergine e per fiore e giglio il suo diletto Figlio nostro Salvatore: nos autem virgam de radice Iesse sanct.am Mariam Virginem intelligimus, et florem Dominum Salvatorem, qui dicitur in cantico canticarum: ego flos campi et lilium convallium. Col giglio si esprime non solo il celeste candore, purità, ma anche l'odore di questa angelica virtù; poiché siccome l'odore del giglio, come dicono i naturali, scaccia et abbatte i serpenti, cosi la fragranza verginale e un animo casto, qual'era quello del nostro purissimo giovine S. Pietro, dissipa il fetido puzzore, che sol traspirare nel suo fiato il Dragone infernale. Il pomo nelle mani fu stimato da gli antichi segno d'imperio: e pero Fidia quel celebre scultore, nelle mani della statua della Vittoria in Maratona, vi scolpi un pomo, come se ella tenesse il mondo in pugno: e l'immagine di Livia Augusta si scorge nelle sue medaglie con un pomo in mano, per mostrarla signora, et imperatrice dell'universo. Col pomo poi di color d'oro, quale è il pomo granato cant. 6. sole ai suoi amati servi il divin sposo esprimere le finezze del suo amore e di tal pomo tanto si diletta, che di,ce averlo ne suoi giardini e ad esso assomiglia la succeleste sposa dicendo: sicut cortex mali punici; e delle di Lei attioni dice: cant. 4. esser un paradiso di delitie figurate in questi pomi: emissiones tuae psradisus... Col pomo d'oro dunque posto in bocca a S. Pietro addormentato, rollero Gesù e Maria dargli un'amoroso contrassegno di compiacersi in esso; ma insieme significargli i travagli che gli restavano da patire, figurati ancora nella santa croce, che al seno appoggiata tenea; come si legge tal volta dimostrato ad altri santi; e per lasciarne molti antichi, basterà un esempio di un santo solo de più moderni. S. Giovanni di Dio fondatore de bonfratelli, canonizato anno 1690. da Alessandro 8' nel passar che faceva da Gibilterra a Granata s'incontro in un fanciullo di ammirevole aspetto, ma scalzo e tutto lacero; se lo prese pero per carità sopra le spalle, ma perché se lo sentiva fuor di misura pesare in modo che si era tutto mutato in sudore, loppo pochi passi. si riposo per rinfrescarsi ad una fonte; e posato il. fanciullo su l'herba nel girarsi, per accostarsi all'acqua, senti chiamarsi per nome: Giovanni, Giovanni; e rivolgendosi il Santo a dietro vide il fanciullo tetto circondato di luce celeste, che teneva in mani un pomo granato, dentro cui stava fitta una risplendente croce; et lo stesso fanciullo gli ripete queste paroLe: Giovanni, in Granata sta la tua croce, e ciò detto disparve; e conobbe iL Santo esser quello Giesiù Christo... e pianse amaramente per non averlo prima conosciuto... Per tali pomi anticamente erano stimate le delitie delle nozae; come nota Virg. 2 George di più tal pomo fu simbolo dell'Amore, come vuol Filostrato, Catullo, Propertio e Virgilio; poiché favoleggiavano che l'Amore nascesse sotto questo albero: molto più si esprime l'Amore, quando tal pomo si mostri in sogno, come fis mostrato al nostro S. Pietro" (PIER. XXI, 60). 
 
33) "Anno millesimo di nostra salute, giunti a Grotta ferrata nel territorio Tuscolano, hora detto di Erascati, li santi Abbati Nilo, e Bartolomeo, fondatori di quel celebre monasterio, La notte apparve Loro la santissima Vergine con un pomo l'oro nelle mani, che diede accio lo ponessero per prima pietra fondamentale in quella nova chiesa ad honore della stessa Madre di Dio da essi eretta; e la stessa visione fu fatta alli conti Tusculani che concorsero alla spesa di queLLa fabrica, nella quaLe secondo l'ordine della Beata Vergine fu posto per prima pietra fondamentale quel pomo d'oro; in segno di che nella sommita di essa chiesa fu posto un snnile pomo l'oro, che ancor hoggi si vede " (PIER. XXI, 62). Fu dunque questo poco contrassegno del materno amore 2he la Beata vergine dimostrar volle al suo diletto servo fu fargli precetto che attenda a perfettionare l'opera intrapresa; si che per un pomo Adamo trasgredi il precetto di Dio, con un pomo Pietro eseguisse il comandamento della Madre di Dio. Gli disse la Beata Vergine che partendo dalla Patria continuasse a perfettionare l'opera cominciata: Perfice quod fecisti: cioè a dire La vita apostolica con la celeste predicatione nell'esercitio delle sue heroiche virtic: e di fatto egli cosi fece; poiché mostro la sua pronteza nell'obbedire a cenni della gran Madre e subito postosi in viaggio continuo lo stesso tenor di vita per altri cinque mesi in Subiaco e suo contorno; e diede perfettione alla sua impresa con gli ultimi venti giorni in Trevi: et ecco quello si desidera in ogni felele, cio la santa perseveranza fino aL fine: essendo scritto: non qui incepit, sed qui perseveravit usque ad finem, hic salvus erit. S. Agostino di S. Iarenzo dice: Acoepit oraculum, vicit mundum, triumphum invenit (PIER. XXI, 61). 
  
34) "E con il giglio sole il divin sposo accompagnare tal volta Le spine cant. 2. sicut lilium inter spinas et altrove che da gigli scaturisce l'amore della mirra: labia tua stillantia mirram; ne paiano questi strani accoppiamenti, gigLio e mirra, poiché il giglio e simbolo della speranza immortale; come riferisce Pierio, che in u,na medaglfa antica vedeva effigiato il giglio con questo motto: Spes Augusta per significarci che ha la mirra delle tribolationi nella bocca, ha anche nel cuoze radicata la speranza dell'eterna beatitudine, come espose S. Dionisio Alessandrino: Si fuero mirrha tribulationis ablutus, Dominum facie ad faciem videre sperabo; onde al nostro Santo tutti i simboli di questa misteriosa visione furono chiari motivi di soprannaturale consolatione" (PIER. XXI, 61). 
 
35) " Dalla narratione dell'estasi e prodigioso sonno e dalla visione in esso hauta dal Santo della gran Madre di Dio Maria si pol raccogliere, esser egli stato molto devoto di questa gran Regina delli vergini; e si pol conietturare che fin da più teneri, anni della sua fanciullezza, imprimesse nel suo cuore questa devotione, con ossequiarla et adorarla ne due celebri, et antichissimi tempij, che ancor hoggi si ammirano nelle due Patrie di S. Pietro, dedicati alla stessa Vergine, cioè l'uno il più antico, eretto fin dall'anno 610. di nostra salute sopra l'alto monte detto de Carseolani, surto incontro a Roccabotte, sopra Pereto, e nell'altro detto di S. Maria in Carseoli, che h tempo che viveva S. Pietro era eletto per catedrale nella meta della diocesi de Marsi posto presso a Carsoli stesso: oltre che questo Santo approvò la divotione verso la Vergine a quel cittadino trebense, che trovo a giacere all'aperta campagna senza timore di lupi rabbiosi, dallo stesso Santo fatti morire... e per l'appunto in questo secolo fioriva sempre più crescendo la divotione a Maria ne cuori de fedeli, fomentata in Italia da S. Pier Damiano, in Anagni da S. Pietro suo vescovo, che ritornato dalla legatione di Costantinopoli, con denari riceuti da Michele Imperatore fabrico sontuoso tempio alla Begina de gl'Angeli, che e la catedrale dt quella cospicua diocesi; e Pietro Eremita dicesi invento l'uso della corona da recitarsi in honore della stessa Vergine, e pochi anni prima del nostro S. Pietro havea propagata questa devotione S. Domenico Abbate di Sora in tutti li paesi, circonvicini della Provincia di Campagna " (PIER. XXI, 62). 
  
36) " Il bastone di S. Pietro, che si lisse esser forse stata quella stessa verga, che nell'estasi di sette giorni gli pose nelle mani La Regina deL cielo col suo figlio Giesù, con cui in Subiaco percosse il Demonio nella Chiesa di S. Abondio; e con cui opero il primo miracolo nel suo ingresso in Trevi, non si trova intero, che probabilmente era assai alto e proportionato alla sua grandezza e statura, eccedente l'ordinaria... ma se ne conserva la misura l'un palmo, e tre dita, fra Le reliquie della sua cappella nella chiesa parrocchiale di S. Pietro Apostolo in Roccabotte, racchiuso in un tubo li cristallo dentro un reliquiario di legno indorato; e si arguisce che fosse la cima o parte superiore, che si regge con la mano: essendo forato da due Lati, era legato con nastro di spago; egli e di forma rotonda non molto grosso e di color nero et cio benche mostri di es er alquanto toccato da tarli, ma pure intatto e intero doppo sette secoli et e differente al manico pure di legno, che sta unito nella sua croce di ferro di Trevi; tenuto questo con molta veneratione daL clero di Boccabotte, da noi più volte osservato, e venerato dentro la sagrestia di detta chiesa. Hor questo bastone portava il Santo non tanto per suo sostegno ne suoi viaggi apostolici che fuceva, essendo per altro giovine e di forze virili; quanto per conformarsi forse all'uso pratticato da suoi antichi, che portavano simil Bastoni chiamati viatoij, per dimostrare che erano viatori nel pellegrinaggio di questo mondo... molti Santi portano il bastone per fini mistici come habbiamo che lo portasse S. Antonio Abbate et altri monaci antichi; ad esempio del profeta Eliseo, che per far risorgere a vita il morto figliolo della vedova sunamitide mando awanti il suo servo lesi col suo Bastone... Di S. Zufrasia si racconta che... per liberare un'energumena, minaccio il Demonio che .se non uscisse da quel corpo, haverebbe preso iL Bastone della sua Abbatessa e bastonatolo... Che S. Pietro ben tre volte bastonasse il Demonio, che tentava di perturbargLi l'oratione nella chiesa di S. Abbondio in Subiaco, in giorno di Domenica. Si venerano in varie parti del mondo, molti Bastoni de Santi, che hanno operato grandi meraviglie... Fra detti baculi viatorij mirabili furono quello di S. Sergio, mandato al gran Teodosio per Teofilo Alessandrino, che gli diede la vittoria contro Eugenio tiranno...; il bastone di S. Bonifatio, che essendo secco, e da esso donato, dopo molto tempo al un'illustre Matrona, nell'esser confitto in terra germoglino frondi, fiori e frutti tre volte; e quello del nostro S. Pietro prima di riceverlo per mani della B. Vergine havea gia un frondoso giglio al!a punta " (PIER. XXI, 129-130). 
  
Testi tratti da Pietro Eremita L'uomo della speranza da Rocca di Botte a Trevi
 
 
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