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Il grano caduto
Testi a cura del Prof. Dante Zinanni  maggiori info autore
Fatto analogo accade ad altra donna nei pochi giorni che il Santo permane a Trevi. Sul bordo d'una stagione più o meno felice, la gioia contadina del raccolto non evade mai la premura per l'incerto domani; perciò il grano, rimesso di fresco, viene esposto al sole da prolungarne, essiccandolo, la conservazione. Il giovane grano ha sete di sole come il cuore di spazi sereni. Cosl, quando il caldo d'agosto vulsa negli occhi, le donne trebane, trattolo fuori dalle cantine, lo distendono su coperte ai lati delle strade. 
Una di esse in giorno di domenica (7) ha steso il proprio raccolto al sole. La via e stretta, ma rovente, e l'aroma dei grani sale al cielo col solleone. A tratti col muso fuori della finestra ella vi da un'occhiata, sognando ragnatele di sorrisi nei sospiri del domani. 
 
In quella strada si trova per caso a passare Pietro. Il Santo ha il passo leggero e l'animo alle stelle,,proprio di chi torna dalla liturgia domenicale con quel desiderio di volare, ch'e all'orizzonte d'ogni primavera; ma ha lo sguardo assorto, quasi atono e non s'accorge che il lembo della veste, frusciando sul grano, manda semi dispersi sull'arida terra. La donna, che vede, diventa belva ed e fuori d'un balzo, regalando parole taglienti a piene mani e strida inconsulte. La voce, digrignante rabbia e 'dolore, aspra come becco, s'alza volando riecheggiata tra i muri delle case. Pietro ha come un sussulto, si guarda intorno, ma prima che gli occhi riscontrino il danno dato, si ritrova addosso le unghie alate della donna, che, vomitando bestemmie a schiera, lo spintona e strapazza: " Frate pazzo, dormi in piedi?... Tanta fatica invano!... So io il sudore... Va' altrove a far danni ". E giù una sventola che fa tremare il Santo. 
 
Pietro e un esperto di pazienza; la sua tempra s'e preparata uno scafo forte da non temere difficoltà, una chiglia .per le onde grandi nel mare della vita; poi e un super-tifoso del regno di Dio, non può mettere il vangelo in cassetta; affronta sacrifici, pur di passarlo agli altri; si fa forza perciò, resiste con occhi socchiusi e non reagisce. Ma non c'e due senza tre. Come al cuoco sublacense e all'altra bisbetica, anche alla rissosa 'donna il fisico prende a tremare e il braccio si fa rigido e spigoloso, secco. Ai vicini accorsi non rima.ne che compiangere la sventurata e suffragare dal servo di Dia perdono e grazia. 
 
Pietro ha una sua segnaletica, quella del vangelo. Il suo e amore che perdona, sogno di fare di tutti i trebani una famiglia; non può soffocare lo Spirito. Allora non gli rimane che riannodare attimi sereni nel suo rosario di memorie; ascolta dunque l'eco delle voci amiche e restituisce alla donna il braccio risanato. Gli occhi dei presenti riscoprono il sole tra cieli imbigiti. 
 



7) "Camminando il Santo un giorno di Domenica, per alcune contrade della città di Trevi si abbatte a sorte di passare per una contrada, in cui una donna havea sparso il suo grano sopra terra per farlo seccare dal sole nel mese di Agosto. E continuando il Santo per la stessa strada il suo viaggio, a caso con il lembo o orlo della crocea tocco da un lato il panno o lenzuolo, che la donna havea proteso sotto il suo grano, che forse in qualche piccola parte poté spargersi sopra la nuda terra; il quale fatto, benché fosse un mero accidente, l'hebbe con tutto ciò tanto a male la donna, che n'era alla guardia, che tutta sdegnosa, forse perché male abituata alL'iracondia, comincio a bestemmiare Dio, e li suoi santi; e poi rivoltasi contro il servo di Dio Pietro, non solo lo carico con vituperose parole; ma con sfacciataggine più che donearca tutta infuriata hebbe ardire di porgli fin le mani indosso, quasi per vendicarsi di ingiuria, che solo si era dipinta nella sua turbata fantasia. Ma su gli accadde alla sventurata? In quell'istesso punto, per pena condegna, destinatagli dalla divina Giustizia gli restò secca et inaridita la sacrilega mano. Se non che, accorse per sovvenirla alcune persone da bene, pregarono il Santo a liberarla da si spaventoso castigo; ed egli mosso dalla pietà de supplicanticanti, in quell'ora stessa, con la sua intercessione gli ottenne dal cielo il dono, e fece si che la mano arida, resto perfettamente sana come era prima" (PIER. XXI, 25). 
 
Testi tratti da Pietro Eremita L'uomo della speranza da Rocca di Botte a Trevi
 

 
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