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Gualtiero
Testi a cura del Prof. Dante Zinanni  maggiori info autore
Gualtiero (15) e un bimbo di tre anni. Era pronto a percorrere itinerari di luna, ad inseguire aquiloni, ma da molti mesi (circa un anno) la luce in un occhio gli si e spenta e con essa la gioia nell'animo. I fiocchi dei giorni gli vengono incontro recando soltanto malinconia al cuore. Più afflitti sono i genitori, cui gli occhi non restano che per piangere le infelici condizioni del figlio. Pietro e a Trevi da giorni. La fama della sua bonta ha oltrepassato i confini cittadini e il suo nome e sulla bocca di molti. La gente ha preso ad amarlo, a ricercarlo. I suoi gesti emanano segreta felicita. 
 
I genitori di Gualtiero prendono nota e non ci pensano due volte. Chi ha tempo non aspetti tempo. S'incollano il bimbo e lo,portano al Santo. Imboccano la via giusta. Le condizioni del fanciullo sono pietose. Alterazioni infiammatorie e tumorali gli hanno leso irrimediabilmente l'organo visivo da renderlo inutile; resterà cieco a un occhio per la vita. Tristezza e gemiti servono poco. Ma " quello che fate a uno dei piccoli, lo fate a me ", dice il Signore. E il miracolo per Pietro diventa un obbligo. Non può negare a Cristo la luce del sole. Guarda il bimbo intenerito e lo stringe a se sorridendo; poi, segnandolo con segno di croce, lo benedice e lo tocca. Allora nell'occhio impunito comincia a rifluire la linfa e il piccolo Gualtiero riprende a vedere. Può di nuovo inseguire gli aquiloni. Gli occhi degli angeli sorridono in cielo. 
  
  

Note
15) " Un fanciullo in eta delli tre anni per nome Gualtiero, essendo oppresso da una grave flessione o altro simil malore in testa havea quasi affatto perduto un occhio si che li suoi genitori hauta notitia della fama sparsasi circa i miracoli di questo Santo lo condussero alla di lui presenza, supplicandolo con humili preghiere accio si degnasse, per mezzo delle sue orationi di impetrare da Dio pristina salute all'occhio acciecato del loro misero figliolino: di cui mosso subito a pietà l'amoroso servo del Signore, a pena fatto il segno della santa croce sopra l'occhio del patiente, che con l'aiuto divino immantinente si vide risanato: e ricuperata perfetta vista nell'occhio" (PIER. XXI, 26). 
 
 
Testi tratti da Pietro Eremita L'uomo della speranza da Rocca di Botte a Trevi
 
 

 
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